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SPINNING IN MARE: ESTATE TOP WOTER di Antonio Lapo


 

Il mare è calmo e fa caldo, ma imperterriti continuiamo a lanciare e recuperare. Il silenzio del calmo pomeriggio estivo viene interrotto ritmicamente dal sordo rumore causato dallo splashing del nostro popper, ma ad un tratto questo ritmico andazzo viene interrotto bruscamente dal rumore causato da un grosso spruzzo d’acqua dietro al popper, un attimo di smarrimento, l’adrenalina che sale, la botta, ed è strike!

Penso che non ci sono dubbi nell’affermare che le giornate estive a spinning siano noiose e alcune volte infruttuose per la folta presenza dei bagnanti, ma non dobbiamo scoraggiarci e farci prendere dallo sconforto perché all’insaputa dei nostri scomodi amici in cerca di relax e tintarella si aggirano affamati i nostri predatori che a causa della temperatura elevata dell’acqua sono molto propensi ad attaccare le esche in superficie, in top water appunto. Il motivo per cui lo spinning in top water è così bello sta nel fatto che si tratta di un tipo di pesca visiva. Infatti l’unico modo per assistere in diretta all’attacco sulle nostre esche, eseguito magistralmente con indomita spettacolarità, è quando i pesci stazionano e attaccano a galla, tutta adrenalina al cento per cento, e allora minnows e compagnia bella lasceranno spazio a popper, skipping lures e walking the dog. Vediamo adesso di fare un quadro più preciso della situazione analizzando i tipi di esche, gli ambienti e le attrezzature per lo spinning in top water.

 

AMBIENTI, TECNICHE ED ARTIFICIALI

Le foci in questo periodo mostrano tutto il loro potenziale, la mescolanza di acqua dolce e salata lo rendono un ambiente idoneo per il proliferare di cefali e quant’altro possano creare attenzione per le velocissime leccie amia e per i famelici pesci serra. Se una volta arrivati sul posto notiamo a destra e a sinistra bagnanti imperterriti a rinfrescarsi, non facciamoci caso, tante volte assisteremo a violenti attacchi di grosse leccie amia sui cefali in pochi centimetri d’acqua tra i bagnanti, ovviamente un occhio di riguardo per la sicurezza, scegliamo punti in cui la presenza di gente è scarsa. Una volta arrivati in foce diamo uno sguardo al mare. Noteremo senz’altro una diversità di colorazione dell’acqua proprio in concomitanza con la foce nel protrarsi verso il mare aperto, allora noteremo una netta divisione di colori dal verde scuro o marrone dell’acqua del fiume al bluastro del mare, ed è in questa zona, che io chiamo zona di attacco, che i predatori preferiscono effettuare i loro attacchi approfittando del contrasto cromatico e di torbidità che si viene a creare tra le due zone. Un’altra tipologia di ambienti molto redditizia in relazione al periodo sono senza ombra di dubbio le scogliere medio alte sia “selvagge” che in prossimità di zone portuali. Io eviterei in questo periodo di scegliere come spot le aree prettammente portuali dato che la presenza di un continuo via vai di imbarcazioni disturba senz’altro l’attività di superficie dei predatori. In sostanza, sia per la scogliera che per la foce, le condizioni migliori sono il mare calmo nell’arco delle ventiquattro ore con picchi all’alba e al tramonto e durante i culmini di marea, e il mare agitato o in scaduta nelle ore centrali della giornata Vediamo la distinzione tra i vari momenti analizzando sia le condizioni meteo marine che le esche da utilizzare in quel determinato momento. Durante le ore diurne con mare calmo tante volte avremo tanti inseguimenti a vuoto e nessuno strike, il che vuol dire che la condizione di calma dell’acqua rende più scaltri i predatori soprattutto se si tratta di leccie amia. Per ovviare a questo inconveniente, e portare il carangide ad aggredire il nostro artificiale, occorre montare in primis come esca un bel walking the dog o uno skipping lure. Il walking the dog è un esca da top water prevalentemente a forma di sigaro, stick bait, al quale all’interno di solito sono presenti dei grossi e rumorosi rattlin che ne facilitano il lancio e ne amplificano la rumorosità in acqua. Di per se il walking th dog non ha movimento se lo recuperiamo dritto per dritto si limiterà a scivolare sull’acqua non garantendoci il risultato sperato. Come dice il nome, cane a passeggio, dovremo farlo esibire in un movimento a zig-zag, che ricorda appunto l’andamento dell’animale domestico che passeggia al guinzaglio. Per imprimere questo movimento occorre tenere la canna in posizione quasi orizzontale rispetto alla superficie dell’acqua e far quindi alternare ad un ritmico rapido movimento di pitching un altrettanto preciso e ritmico recupero di mulinello che ci servirà per recuperare filo in bando ottenuto dopo la fase di pitching, e che ci consentirà di eseguire la successiva azione di pitching correttamente. In questo modo vedremo zigzagare il nostro cagnolino, un vero e proprio invito a banchettare per i predatori più diffidenti innervositi dal movimento impertinente del nostro artificiale. Per quanto riguarda gli skipping lures, essi non sono altro che un pezzo di plastica sagomato di forma presso che ovale che non ricordano assolutamente le sembianze di un pinnuto  e che al cui interno c’è un peso, posteriormente sono muniti di amo singolo, di solito un circle hook, che può essere o meno dressato. La loro forma aereo dinamica e il peso bilanciato lo rendono un esca che può raggiungere distanze incredibile. Grazie alla loro forma ed ad un recupero quanto mai veloce, gli skipping si esibiscono in varie acrobazie spiattellando sull’acqua e dando l’impressione di essere un pesce in difficoltà che fugge impazzito. Questa scena, da noi riprodotta, crea agli occhi del predatore uno stimolo che prescinde dal bisogno di cibarsi e che si limita solo al fattore aggressività che lo porta sicuramente ad assalire per ferocia o per istinto. Vedremo allora i serra e le leccie inseguire con rapidi cambi di direzione la nostra esca per poi far esplodere l’acqua dietro di essa. La pesca con gli skipping è sì molto spettacolare, ma comporta uno svantaggio che è la percentuale elevata di ferrate a vuoto dovute appunto alla velocità di recupero. Per ovviare a questo inconveniente col tempo bisogna imparare, appena si avverte l’attacco, a smettere di recuperare per un istante e ferrare successivamente, un’operazione al quanto complessa che può essere riuscita solo dopo tante abboccate andate a vuoto, ma il tempo saprà premiarci.

 

 

Ovviamente i momenti migliori per la pesca con mare calmo oltre con le condizioni sopradescritte risultano essere i momenti dei cambi di luce, alba e tramonto, ed è in questi momenti che i popper prenderanno il sopravvento. I popper non sono certo una novità, ma fino a poco meno di un decennio fa erano poco conosciuti e utilizzati, la loro diffusione è aumentata enormemente quando si scoprì la loro efficacia prima nei confronti delle grandi leccie amia, poi nei confronti dei serra e via dicendo. Ne esistono di svariate forme e grammature, ma diciamo che a noi interesseranno sicuramente i modelli compresi tra i 24-60 gr di peso e dai 10 ai 18 cm di lunghezza, come forma io prediligo i modelli con il “muso” molto largo che nella fase di splashing producono più schizzi adoperando una minore energia in fase di jerkata. Ma i popper non si limitano solo a fare spruzzi, per forma e caratteristiche essi si prestano bene anche ad altre tipologie di recupero, vediamo di analizzarle in relazione alle condizioni meteo marine. Con mare calmo sia di notte che di giorno è consigliabile effettuare un’azione di splashing che verrà eseguita con una rapida jerkata e a cui alterneremo delle pause più brevi di giorno e più lunghe di notte. Di giorno proveremo preferibilmente in scogliera dove qualche grossa ricciola potrebbe fare la sua comparsa, mentre dal tramonto in poi la foce è più indicata dove la scena è totalmente presa dai serra. Con mare agitato il popper diventa l’esca più spettacolare e catturante con i pelagici di superficie. Dalle scogliere medio alte e in prossimità di dighe forane recupereremo velocemente i nostri popper facendoli esibire nell’azione di swimming e surfing. Lo swimming si ottiene sbacchettando ripetutamente e recuperando il popper in maniera molto veloce a canna bassa mentre il surfing si ottiene letteralmente facendo surfare la nostra esca nel cavo d’onda proprio come fanno i surfisti. Vedremo allora le grosse leccie amia scagliarsi nel cavo d’onda sulle nostre esche, e la velocità di recupero elevata renderà lo strike davvero violento e spettacolare. Per il top water come attrezzatura, consiglio una canna molto fast massimo 60 gr non molto lunga, diciamo massimo 7’3’’, da abbinare ad un mulinello massimo 5000 con un recupero abbastanza veloce, va bene un 5:1. Ovviamente le condizioni e le modalità di pesca descritte sopra sono standardizzate e possono subire delle variazioni di tipologia di recupero e di utilizzo delle esche in relazione agli ambienti perché è il quotidiano di solito a dettare le condizioni di pesca in un dato giorno, se non fosse così la pesca sarebbe monotona. In conclusione sconsiglio seriamente di praticare lo spinning in top water a tutti coloro che sono soggetti a preferire la tranquillità e a chi si lasciano intimorire dai grossi predatori che dal nulla attaccano fragorosamente le esche in superficie, per quelli che ce la fanno il consiglio è di recuperare l’esca fino a quando ci è possibile, lo spettacolo potrebbe avvenire anche sotto i nostri piedi…restate in onda…

 


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