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PROVE PESCA: IMAKATSU TRAIRAO


Nella pesca a spinning in top water un capitolo a se meritano i walking the dog. Sono una sorta di pencil, ovviamente floating, che recuperati con un movimento laterale di canna alternato a giri di manovella ritmati eseguono sulla superficie dell’acqua dei zig-zag che in qual modo ricordano l’andamento zigzagante di un cane al guinzaglio portato a passeggio. Un esca fondamentale per la caccia di grossi serra e leccie amia, ma che ha avuto anche una sua applicazione con successo alla ricerca di spigole anche con acqua calma. La caratteristica del movimento che gli imprimiamo durante il recupero fa letteralmente imbestialire i predatori che la maggior parte delle volte inseguono per lunghi tratti l’esca per poi allontanarsi e ripartire e scagliarsi furiosamente su di esse facendo esplodere letteralmente l’acqua. Ne troviamo sul mercato centinaia di modelli ma sicuramente uno in particolare merita una pagine a se, sto parlando del Trairao della Imakatsu. Di chiara origine giapponese il Trairao prende il nome da un pesce cannibale che vive in Amazzonia, appunto il trairao fish. Si tratta di un walking the dog lungo 13 cm e pesante 10 oz. La forma allungata e i pesi bilanciati del corpo lo rendono un artificiale che si presta molto bene al lancio facendoci raggiungere distanze impressionanti.Monta un paio di ancorette in carbonio scure affilate chimicamente il cui potenziale di penetrazione è molto elevato . Ma la sua caratteristica principale e la presenza all’interno di due sfere in tungsteno che durante il recupero emettono un sound micidiale, anche a lunga distanza possiamo avvertire con i nostri orecchi il rumore che emettono queste sfere in fase di recupero. Inoltre la sua caratteristica di rimanere perfettamente orizzontale sulla superficie dell’acqua in fase di stasi lo rendono particolarmente indicato ad un recupero fatto di pitching che ne aumentano la sonorità alternato a dei rapidissimi stop & go micidiale quando ci troviamo ad avere a che fare con quei grossi serra apatici e svogliati. Consiglio il suo utilizzo con una canna molto fast e nervosa di lunghezza non superiore ai 7’6’’ con un cast weight massimo di 40 gr a cui abbineremo un mulinello di misura 4000. Per l’attacco dell’artificiale utilizzerei un microaggancio di ridotto libraggio per evitare intoppi e sbilanciamenti durante la fase di recupero del Trairao. Vediamo un attimo nel dettaglio la modalità di recupero di quest’esca. Dopo che l’esca tocca l’acqua, successivamente alla fase di lancio, recuperiamo tutto il filo in bando in modo tale da avere un contatto diretto con l’esca. Inizieremo il recupero con un lieve e rapido movimento continuo e costante di pitching del polso tenendo la canna parallela alla superficie dell’acqua. Alterneremo l’azione di pitching ad un recupero di mulinello regolare che ci servirà esclusivamente per recuperare il filo in bando creato dai continui zig-zag che imprimiamo all’esca con il movimento di pitching, a quel punto vedremo l’acqua aprirsi ed esplodere dietro il nostro Trairao che improvvisamente svanirà davanti ai nostri occhi, ma a quel punto non ci resta che ferrare e sarà strike…restate in onda…


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