

SPINNING IN MARE - SCACCO ALLA REGINA di Antonio L
SCACCO ALLA REGINA
Ci sono alcuni predatori nel sottocosta che per forza di cose alzano il tasso di adrenalina nel corpo umano. Alcuni fanno cantare la frizione a pieni giri, altri saltano fuori dall’acqua, altri ti fanno rischiare di volare in mare, ma uno solo suscita un fascino particolare che prescinde dalla potenza o dall’attitudine all’acrobazia. Usando una celebre citazione pirandelliana la definirei “una, nessuna, centomila” e mi riferisco al predatore che ha fatto iniziare l’avventura dello spinning in mare, la regina della pesca sportiva, sua maestà la spigola.
Dicentrarchus labrax, branzino, ragno, spigola o regina del sottocosta che dir si voglia è l’oggetto dei desideri di tutti gli spinners. Un fascino misterioso, un pesce bellissimo capace di far imbestialire il pescatore più esperto con il suo carattere lunatico. Ormai saranno passati più di quindici anni dal giorno in cui spinto dalla curiosità ho letto uno dei primi timidi articoli riguardanti lo spinning in mare, ed è stata proprio una foto della cattura di una spigola con un artificiale recuperato in pochi centimetri d’acqua a farmi innamorare di questa disciplina. Con i miei trascorsi da surfcaster ho sempre considerato la regina come uno dei pesci più belli in assoluto, un fascino irresistibile tanto da costringermi ad imparare una nuova tecnica di pesca allora ancora misteriosa e poco conosciuta, sfidando tutti i pregiudizi e i luoghi comuni. Quindi potrei affermare che la spigola è senza ombra di dubbio l’essenza stessa dello spinning mare.
CONOSCIAMOLA UN PO’
Iniziamo questa nostra avventura con la speranza di capire meglio quali possono essere le modalità di pesca più idonee alla sua cattura a spinning, iniziando a conoscerla meglio da vicino, per poter cercare di capire innanzitutto chi abbiamo di fronte. La spigola, appartenente alla famiglia dei serranidi, presenta un corpo affusolato e lungo, leggermente compresso ai lati. Il dorso è scuro, i fianchi argentei e il ventre bianco, mentre i giovani esemplari presentano il dorso e i fianchi ricoperti di punti neri, caratteristica che permane per diversi mesi dopo la nascita e che può farla confondere con la spigola maculata. La testa è molto grande e robusta e termina con un'ampia bocca munita di minutissimi denti che le permettono di cacciare prede anche molto grandi. Infatti, grazie al suo ampio apparato boccale, la spigola può ingoiare prede di dimensioni pari al 45% del suo corpo. Può raggiungere dimensioni interessanti, ma la sua taglia media a spinning varia dal kilogrammo fino a 4 kilogrammi, anche se si sanno notizie certe e documentate di esemplari catturati a spinning che hanno superato di peso la doppia cifra, dei veri e propri mostri. Si riproduce nei mesi invernali tra gennaio e marzo. A questo proposito, è stato accertato che nel periodo di riproduzione le grosse femmine gregarie vengono circondate da numerosi esemplari maschi di taglia più piccola, che restano nel territorio della grossa femmina fino a quando non si è concluso l’atto riproduttivo. Una caratteristica che se sfruttata a dovere può regalarci catture a ripetizione. A tale proposito apro una parentesi di carattere etico-sportivo. Le catture delle grosse femmine piene di uova nel periodo riproduttivo sono abbastanza frequenti, partendo da questo presupposto mettiamoci una mano sul cuore e dopo qualche bella foto che resterà per sempre nel nostro album dei ricordi rilasciamo la nostra regina e diamo qualche possibilità in più anche ai nostri figli di misurarsi in futuro con il predatore più affascinante dei nostri mari. Tornando al discorso conoscitivo del serranide, la sua caratteristica morfologica che subito salta all’occhio è la presenza, in maniera molto vistosa, di una linea laterale parecchio sviluppata come organo sensoriale. Grazie a questa sua dote, la spigola riesce a percepire la presenza delle sue probabili prede in qualsiasi condizione meteo marina, non è raro catturare esemplari anche in condizioni molto al di sopra del limite, come la presenza di mare molto forte e acqua marrone durante le forti mareggiate invernali.
GLI AMBIENTI E I MOMENTI
La spigola è praticamente un predatore “all round”, la sua capacità di adattarsi l’ha spinta a colonizzare tutti gli stereotipi ambienti marini, dalla scogliera, al porto alle foci dei fiumi. Oggi partiremo ad analizzare l’ambiente in cui la sua cattura riesce ad esprimere un fascino irripetibile per poi occuparci successivamente degli altri due ambienti sopra descritti. Le scogliere basse con acqua relativamente poco profonda sono lo spot ideale per insidiare il nostro serranide. Dobbiamo ricercare quegli spot con fondale compreso tra
L’ATTREZZATURA
L’ambiente che abbiamo analizzato questa volta non ci consente margini di errore. La spigola qui regna sovrana aggirandosi tra buche, secche, scogli affioranti aggirandosi in fondali molto bassi dove magari penseremo sia impossibile trovarla. Per cui, fatta questa premessa, è mia abitudine nelle condizioni sopra descritte andare in pesca utilizzando attrezzature leggere votate al light tackle ma che contemporaneamente mi consentono di riuscire a salpare la preda senza rischi inutile per evitare di spaccare tutto lasciando la nostra regina con la nostra esca in bocca e condannandola ad un inutile morte sofferente. Quindi le canne dovranno essere di potenza necessaria a consentirci di lanciare agevolmente esche di dimensioni leggere, per cui una 7-23 gr o una 15-40 gr sono da considerarsi il giusto compromesso e la loro scelta verrà effettuata in base alle dimensioni dei pesci che potremo trovare nei nostri spot. Il fusto avrà un’azione molto fast che ci consentirà di riuscire a sentire e a governare le nostre insidie in condizioni limite di corrente molto forte e la lunghezza sarà compresa tra i 7’9’’ fino agli 8’9’’. La scelta della lunghezza sarà decisa in base ai nostri gusti personali e soprattutto in relazione all’ambiente in cui staremo pescando. Più alta sarà la nostra postazione di pesca più lunga sarà la canna, in modo da consentire, durante il recupero dell’esca, di creare sempre quel giusto angolo che viene creato tra canna e filo. Questa volta come mulinello sarei orientato sui modelli più piccoli di misura compresa tra 3000 e 4000 con un gear ratio di 4.5:1. I mulinelli verranno caricati con dell’ottimo multifibre da
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ARTIFICIALI
La spigola è un predatore prevalentemente territoriale. Il 90% dei suoi attacchi nei confronti delle esche non è dettato dal bisogno di soddisfare il suo apporto calorico giornaliero ma per un semplice sfogo della sua indole territoriale. Per cui dobbiamo orientarci non sui modelli che “si muovono bene”, ma sui quei modelli che ci consentono di operare bene in condizioni di forte turbolenza. Per cui daremo spazio ai minnows di misura compresa tra 5-
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